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Editoriali

Edito #8 - Grazie.

Edito-Luglio-2012Luglio 2012. Caldo, troppo caldo. Quel caldo che ti rende incapace di pensare, di connettere, di formulare frasi legate l’un l’altra ad avere un senso logico. Un caldo che rende faticoso anche muovere i polpastrelli sulla tastiera, fare una telefonata, alzarsi per andare in bagno. Lavorare, figuriamoci, è la cosa più difficile che si possa pensare di fare.
Viviamo la giornata in attesa della sera, quando il sole inizia a calare, quando riusciamo ad inforcare le nostre moto per tornare a casa, e nel tragitto godere un po’ della frescura e del vento in faccia.
Lavorare in queste condizioni diventa difficile, troppo difficile, eppure c’è gente che, nonostante tutto, riesce a farlo. E lo fa pure da contenta, perché insieme al lavoro c’è la passione. Difficile coniugare le due cose, ma quando ci si riesce, diventa tutto più semplice.
Anche stare ore al computer a battere sulla tastiera, a scrivere email, a fare telefonate, a scrivere articoli.
Dietro KustomGarage Magazine ci sono persone, non computer, gente come me e come voi che passa giornate intere alla ricerca dell’ultima novità, dell’ultima moto o dell’ultima auto da presentarvi con orgoglio, gente che cerca di confezionare l’articolo più completo e bello possibile, ma soprattutto intrigante per voi, che ci leggete e ci seguite da anni, ormai.
Così, ad un certo punto, mi sono reso conto di non aver mai fatto pubblicamente una cosa: ringraziare. Che poi, spesso, è la cosa più difficile da fare, troppo presi come siamo dal nostro “io”, convinti che il mondo giri intorno a noi, che le cose accadano solo grazie a noi, e via dicendo.
E invece no, ad un certo punto ti rendi conto che tu, da solo, senza gi altri saresti nulla. E me ne sono reso conto io, ultimamente, da quando ho iniziato a circondarmi di gente che, pazientemente e appassionatamente, mi aiuta, e rende KustomGarage un magazine sempre più completo ed interessante.
Gente come Luca, Simone, Manuel, Sara, Stefania, Cristiano, Stefania, Matteo. Che poi sono quelli che, realmente, rendono possibile, vivo e palpitante KustomGarage Magazine.
Il quale è, giusto per precisare, una rivista a tutti gli effetti, non un blog, con le problematiche e le difficoltà annesse e connesse all’essere rivista. Qui non ci accontentiamo di una foto e due righe di didascalia, ma cerchiamo sempre di scrivere quanto più possibile per rendervi partecipi, per farvi felici, per farvi vivere le storie che vi raccontiamo, per farvi sentire protagonisti di quello che scriviamo. E a quanto pare, a giudicare dai vostri apprezzamenti, la cosa ci riesce abbastanza bene.
Non voglio dilungarmi troppo, sebbene tra voi ci sia chi ama leggere per ore ed ore. L’idea alla base di questo editoriale era un profondo senso di riconoscenza, ed era quello che volevo esplicare. Quello che volevo dire, in poche parole. Ciò che, per stringare al massimo, può essere espresso in una parola: grazie.

A tutti, ma soprattutto allo staff di KustomGarage Magazine. Nessuno escluso.

 

Edito # 7

Edito-7Mancano cinque ore alla fine dell'anno vecchio, e cinque ore e un minuto all'inizio del nuovo. Ci siamo, quindi: siamo riusciti a resistere, in barba a tutti quelli che pensavano che non ce l'avremmo fatta. Siamo più incazzati che mai, ma stiamo riuscendo a tirar fuori dall'incazzatura tante buone idee e buoni propositi da mettere in pratica nel prossimo anno che trascorreremo ancora insieme, sempre alla ricerca del meglio per voi ed anche per noi, ovviamente.
Siamo riusciti a mantenere il nostro spirito libero ancora una volta, e non sarà un ulteriore giro di lancette nell'orologio degli anni a cambiarci. La nostra strada la conosciamo bene, deviazioni dal percorso ce ne sono parecchie, alcune meriteranno di essere percorse, altre no, ma sempre con spirito libero decideremo la nostra strada.
Abbiamo trovato tanti nuovi amici, ne abbiamo persi altrettanti, ma senza rimorsi né rancori, ognuno ha deciso cosa fare della propria vita, da ognuno di loro abbiamo imparato qualcosa, e abbiamo cercato di far tesoro dei nostri errori, che speriamo di non ripetere mai più, e se anche dovesse succedere, pazienza, vorrà dire che l’insegnamento non era abbastanza profondo.
Abbiamo visitato tanti posti nuovi, abbiamo percorso molti chilometri per raggiungervi in tutte le parti d’Italia dove ci avete invitati, dove avete voluto che fossimo presenti, abbiamo inaugurato nuovi locali e premiato moto belle e ancor più belle persone.
Guardando le nostre carte d’identità siamo cresciuti di un anno, ma guardandoci dentro siamo cresciuti parecchio, e siamo sicuri di avere al nostro arco molte più frecce di quante pensavamo, qualche anno fa, saremmo riusciti a portarne.
Tuttavia, per rassicurarvi, vi assicuriamo che siamo sempre gli stessi, siamo ancora dei cazzoni a cui piace la compagnia, il buon vino, cantare, sgasare, viaggiare, abbracciare, baciare e fare l’amore, perché siamo convinti che, per stare bene al mondo, ci vuole sempre un po’ dello spirito di quel bambino che, dentro di noi, non é mai cresciuto.
Questo edito quindi, lo dedichiamo ad ognuno di voi, a tutti quelli che riescono a guardarsi intorno, e guardare il mondo, con gli occhi da bambino, lo dedichiamo a tutti quelli che riescono ancora a stupirsi delle piccole cose, lo dedichiamo a tutti quelli che non cercano la perfezione nel mondo, ma nella sua imperfezione riescono ancora a trovarci del bene.
E gli auguri per l’anno nuovo è ovvio che ve li facciamo, anche se di solito non è nostro costume… ma con tutto quello che abbiamo passato, con tutto quello che abbiamo alle spalle, sarà forse il caso di smettere di guardare avanti, quanto piuttosto svuotare lo stomaco, svuotare la mente, e continuare ad osare, ogni giorno di più, fino al raggiungimento della propria meta.
“Abbiate sempre fame, e siate matti”, come disse qualcuno…

 

Edito # 6

Quando Michelangelo Romano mi ha proposto di partecipare all’organizzazione di un tour motociclistico guidato nella mia amata Sicilia, non ci ho pensato due volte. Conosco Michelangelo, la sua serietà, il senso di responsabilità con cui gestisce l’Autodromo Valle dei Templi, la sua spiccata onestà. Tutte qualità che lo portano sempre a organizzare gli eventi, ovvio, con un occhio ai conti, ma soprattutto al fatto di proporre prodotti adeguati ai costi, e un livello di qualità capace di incontrare i gusti degli appassionati del custom, di cui egli stesso fa parte. Quindi, analizzando il programma in ogni suo risvolto, comparandolo con le tante proposte turistiche sui generis, ho avuto l’ennesima conferma della serietà del personaggio. Un viaggio organizzato in modo tale da esaltare tutti gli aspetti che fanno della nostra passione qualcosa di assolutamente originale, rispetto altre “tribù” di biker: percorsi suggestivi, ottima cucina, stimolo a una socialità positiva, la giusta assistenza, presente, rassicurante, ma non ossessiva. Perché è bello viaggiare in sicurezza, ma è anche bello poter contare su margini di autonomia. Un invito alla scoperta dei luoghi (e che luoghi!), che cerca di smarcarsi dal cliché tipico del turista, per ispirarsi a quello del viaggiatore di perduta memoria. Quindi strade, e spostamenti quotidiani, ma anche accoglienza organizzata in Hotel con posteggi sicuri per le nostre moto, accompagnatori capaci di rivelarci la storia dei luoghi che visiteremo (perché anche la cultura, fa parte del viaggiare), manifestazioni di respiro internazionale, come il Cous-Cous Festival di San Vito Lo Capo, con relativi concerti. Nessun lusso, intendiamoci, ma il massimo del confort, e dell’attenzione garantita da un’organizzazione locale, che ben conosce i luoghi nella quale ci muoveremo. Cos’altro aggiungere? Leggete bene il programma, valutate i costi, che in buona sostanza prevedono tutto, escluso un pasto al giorno, che lascerà libertà a ognuno di gustare l’inimitabile fast food siciliano (inventato in Sicilia e non in America), o la dolcezza delle spiagge settembrine dell’isola, prendete quindi nota dei luoghi che andremo a visitare e… contattateci, resta poco tempo per le iscrizioni che peraltro, sempre per il senso di responsabilità che anima Michelangelo, sarà a numero chiuso, 20 persone al massimo. Per qualsiasi informazione non esitate a contattarci ai numeri riportati sulla scheda di partecipazione. Io ci sarò, anche a nome di KustomGarage.it.

   

Edito # 5

Ettore_Edito_Giugno_2010Ci sono poche cose che sanno accendere, sempre e comunque,  in me quella pulsione di pura follia verso la vita. La bellezza, certo! Di una donna, di un tramonto, o di un volto fanciullo. Poi c’è la musica dei Beatles! Proprio così! E non si tratta semplicemente di “nostalgia”. Da sempre, per inclinazione, e naturale curiosità, ascolto e mi entusiasmo a musica di generi diametralmente opposti tra di loro: ma quando ascolto i Fabulous …”, cazzo ne so, mi sembra di avere 25 anni al massimo. E poi, dulcis in fundo, tra le entità più o meno determinate, capaci di farmi trasalire, e sentire l’adrenalina del vivere,  c’è il rombo di una moto! Dopo mesi di penitenza, succube del freddo, di cui sono da sempre acerrimo nemico (e “schiavo”), eccolo qui: bruuum! E il bambino che è in me ritrova spazio tra mille le preoccupazioni di una vita, le battaglie, le responsabilità, le scommesse.  E se da anni torno a sentire risuonare quel rombo, a ogni primavera, lo devo, in larga parte, a “voi”. “Voi” che avete continuato a invitarmi ai vostri eventi; che ieri, come oggi, pur da differenti posizioni (ieri da Freeway, oggi da KustomGarage), mi avete sempre onorato della vostra stima, e attenzione. Pur lavorando tantissimo al sito, mi sono reso conto che non avevo più dedicato un attimo del mio tempo a un edito, come da tradizione. È stato un periodo tosto, appassionante perché “pionieristico”, vissuto al fianco di nuovi compagni d’avventura, come Carlo Di Raimondo, e Luca Gandin. E ho riscoperto, per l’ennesima volta con gioia, i volti degli amici, nonostante quello degli ipocriti, la forza di amicizie vecchie e nuove. E sono risalito in moto, come sempre, per raggiungere qualcuno di voi, una delle vostre manifestazioni, dei vostri run…bruuum, il cuore si ristora e l’anima si tempra! Bruuum, la strada è ancora lunga, e tutta da scoprire. Sempre vostro.

 

Edito # 4

Milano. Ore 10 del mattino. 11 maggio 2010.
Quel che dovrebbe essere il mese della primavera piena, del sole preludio d’estate, del piumone in lavanderia, degli uccellini sui rami a cinguettare e dei mandorli in fiore.
E invece no, c’è qualcosa che non torna. Un silenzio immobile, come se la natura stesse con il fiato sospeso ad aspettare qualcosa che deve succedere, per forza. Prima o poi. L’estate, che adesso sembra un miraggio, dovrebbe essere alle porte. E invece alle porte ci sono gli zerbini zuppi di pioggia, gli ombrelli ad asciugare, e fuori un grigiume che, fosse novembre, sarebbe anche in un certo modo romantico.
Impossibile, io dico, C’è qualcosa che non torna, ribadisco il concetto.
La moto nel box, tristemente in attesa che qualcosa cambi, che il sole faccia timidamente capolino dalle nuvole, e che finalmente esploda in tutta il suo abbacinante calore.
Tornare a far cantare i motori, tornare a scaldarsi con il vento caldo e le maniche corte e il casco aperto, o seduti alla guida della Mustang Convertible che troppo tempo è stata ferma in garage. Questo, vorrei. Mica chiedo troppo, in fondo.
Spegnere il pc, anche se per qualche ora soltanto, staccare dal grigio viscido dell’asfalto cittadino, e spararsi un centinaio di km verso i colli, le montagne, il lago, il fiume… ad un certo punto andrebbe bene anche la piattezza della pianura, non dico il mare, che per noi, quassù al nord, rimane un miraggio irraggiungibile. Un ricordo dell’anno scorso, una speranza a venire.
Aperta parentesi. Settimana scorsa ero in Sicilia per... ehm... lavoro, chiamiamolo così. Ok, ero in ferie, in pausa, in standby, insomma, cercavo di ricaricare le batterie. E ci sono andato, al mare, per vedere se era cambiato, come era l’acqua, quanto caldo faceva. Ebbene si, in Sicilia, costa sud-orientale, pareva di stare in California. Non per niente, qualcuno, forse ironicamente, la chiama “la California del sud”… un posto dove si sta bene sempre, strade che non aspettano altro che di essere guidate, curve che dolcemente ti accompagnano al mare, o colline che chiedono solo di essere trattate con delicatezza, come le curve di una bella donna (il paragone è sempre quello… ma se non è cambiato un motivo ci deve pur’essere, no?).
Quest’editoriale non è un bollettino meteo, né tantomeno una guida turistica. E’ semplicemente un modo per sopportare con stoicismo, e con maggiore serenità d’animo, questo grigio che incombe sulle nostre teste. Noi qui, rinchiusi dentro gli uffici, a sperare in un raggio di sole che scaldi la scrivania e le finestre tristemente chiuse. Nell’attesa che qualcosa, prima o poi, cambi. Mica chiediamo troppo, in fondo. Solamente che le stagioni facciano il loro corso, senza incasinarsi come ad un incrocio senza semaforo. La primavera è quasi andata, ormai... e non ha lasciato un bel ricordo.
Speriamo nell’estate, almeno.
Intanto vado a controllare l’olio e le gomme della moto, non si sa mai che spunti il sole per qualche ora. Non vorrei farmi trovare impreparato...

   

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