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Mercoledì 18 Luglio 2012 15:42

La Moto Guzzi V65 di Gex: the Italian Bob

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Spesso si dice di una moto che è “ignorante” senza avere ben presente cosa significa esserlo. Spesso si assimila il concetto di “ignoranza” applicato ad una moto a quelle rat-bike tutte ninnoli e ruggine che, soprattutto i tedeschi, portano spesso in strada.
Ma le rat bike, a loro modo, o piacciono o non piacciono, c’è ben poco da ragionarci su.
Una moto come quella che vi andiamo a presentare, invece, pur mantenendo caratteristiche grezze, è tutt’altro che una rat bike. Tant’è che Accursio detto Gex, il legittimo proprietario nonché costruttore, l’ha chiamata “The Italian Bob”, con evidente riferimento allo stile bobber.
E il risultato è decisamente ignorante, una moto che ignora le regole della buona condotta, della permanenza in strada, se ne frega altamente e se non può evitarle, le affronta senza paura.
Abbiamo seguito nei mesi l’evoluzione del mezzo, rimanendo decisamente stupiti quando alla fine ci si è presentata in tutta la sua originalità, in ghingheri e lustrata come una verginella alla prima comunione. Eppure, tutto è tranne che una verginella. La base di partenza, una Moto Guzzi V65 ha sulle spalle, e sotto le ruote, ben 22 anni di onorato servizio e carriera, quindi la maggiore età l’ha raggiunta da parecchio, ormai.
Prima di avventurarci nella lunga lista delle modifiche, ci teniamo a sottolineare che sono state effettuate tutte in casa, anzi in officina, dal proprietario in persona. Nessuna officina specializzata ci ha messo su le mani, motivo per cui alcune imperfezioni o scelte estetiche sono assolutamente perdonabili e personali.
D’altronde di lavoro dietro ce n’è parecchio, e “solo chi mangia produce molliche”, come si dice dalle mie parti.
Il motore è il bicilindrico originale 4 tempi Guzzi da 650 cc di cilindrata, alimentato da due carburatori Dell’Orto modello Phbh 30, che evacua i fumi esausti da un sistema di scarichi artigianale in ferro e finali in ottone. Sono 5 le marce nel cambio, e la trasmissione secondaria è il classico cardano… zero spesa (in termini di manutenzione) massima resa, no?
Il telaio originale è stato accorciato posteriormente per dare alla moto un aspetto più compatto ed aggressivo e per seguire lo stile bobber che è il motivo ispiratore dell’intero progetto.I cerchi sono in lega leggera a 6 razze, entrambi da 18”, vestiti da due gomme da 120/90 sia all’anteriore che al posteriore. L’impianto frenante è di tutto rispetto, con un doppio disco da 270 mm davanti e un disco singolo da 235 mm dietro.
Ed ora veniamo alle modifiche più spiccatamente custom, nel senso proprio del termine: se lo state cercando al suo posto non lo troverete, perché il grosso faro di derivazione automobilistica è stato collocato sulla forcella sinistra e include al suo interno il comando dell’accensione e delle luci, con un impianto elettrico ridotto al minimo sindacale. La tabella porta numero è stato recuperato in edicola, poiché si trattava di un cartello stradale, a giudicare dalla forma rovesciata quello della famosa Route 66 americana.
Il manubrio è di derivazione cross montato al contrario e vestito da manopole Tommaselli con comando del gas rapido. Il serbatoio è stato prelevato da un Motom 48, montato poi al contrario ed inciso a mano con tappo in bronzo. La sella in cuoio che fa il paio con il barilotto portadocumenti è opera di Francio Cuoio, mentre i due carter che vedere imbullonati con dadi in ottone sotto la sella sono, sentite bene, due vassoi da cucina anch’essi incisi a mano.
Il faro posteriore proviene da un Aprilia SR con relativa staffa e guaina dorata, il parafango posteriore è in realtà l’anteriore di un Guzzi C35 modificato ed adattato… potremmo continuare ancora decine di minuti a parlare di questa moto e a chiederci da dove Gex abbia tratto ispirazione per realizzarla, ma siamo sicuri vi toglieremmo il piacere di indovinare o scoprire nuovi particolari che non abbiamo menzionato.
Piuttosto a guardare la moto finita, personalmente mi torna in mente il buon sapore dei vini siciliani, che spesso anche a me hanno ispirato modifiche strane eppur affascinanti… adesso Gex puoi dircelo, cos’era, Nero D’Avola o Zibibbo?

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